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Barry Guy, Marilyn Crispell, Paul Lytton

  • roberto binda
  • 30 ott 2016
  • Tempo di lettura: 2 min

DEEP MEMORY (Intakt) CD

Lucian Freud parlava di “tirannia della memoria”, sintetizzando quel bisogno di guardare al passato che molti pittori vivono come un’ossessione, impedendo loro uno sguardo lucido e oggettivo sul presente, giocando invece un ruolo esiziale sulla propria opera.

Essenziale e non esiziale è invece per la ricerca pittorica di Hughie O’Donoghue (1953), artista inglese di origine irlandese che ha fatto dei ricordi il punto di partenza di un’esplorazione profonda della storia e della identità umana attraverso la contrapposizione tra figurativo e astrattismo. Ispirandosi concettualmente al pittore, il compositore e bassista inglese Barry Guy riunisce il suo incredibile trio composto dalla pianista americana Marylin Crispell e dal batterista Paul Lytton già in precedenza rodato con gli ottimi album "Odyssey, Ithaka e Phases of the night" registrando questo quarto capitolo dal titolo significativo “Deep Memory”. Attorno al ciclo di dipinti “Last Poems”, i tre costruiscono una musica della memoria, dove l’intensità lirica dei temi pianistici disegnati dalla Crispell viene lentamente destrutturata in un continuo cambio di prospettiva, dove l’improvvisazione arriva a rimescolare le carte rendendone sempre sorprendente il percorso. Dalla magnificenza di Scent che l’immaginazione spinge vicino alle pagine più belle del compositore catalano Federico Mompou, alla malinconia sospesa di Sleeper e di Blue Horizon i tre disegnano melodie fortemente espressive, spesso malinconiche, alternate a momenti totalmente liberi e astratti, come nell’esplosione di colori di Return of Ulysses e di Dark Days dove respirare a pieni polmoni tutta l’aria fresca della migliore musica creativa dei tempi andati, da Paul Bley a Cecil Taylor.

“Deep Memory” è uno splendido lavoro di introspezione, utile a rinnovare la tradizione del classico piano trio e dirigendolo con la fantasia e la creatività verso nuove e inesplorate avventure servendosi di quell’indispensabile indice chiamato memoria.

 

Hughie O'Donoghue RA, l'artista irlandese nel suo processo di pittura.

 
 

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